Il design internazionale

  1. Cosa è il modello internazionale
  2. La procedura di registrazione
  3. Normativa di riferimento

1. Cosa è il modello internazionale

Il modello internazionale non è, come si potrebbe credere, un modello che ha effetto in tutti gli stati del mondo. In realtà con il termine “modello internazionale” si indica un modello che viene depositato con un’unica domanda in più stati esteri che aderiscono ad un accordo internazionale in materia. Il sistema del modello internazionale è regolamentato dall’Accordo dell’Aja che è formato da tre differenti corpi normativi: L’Act di Ginevra del 1999 L’Act dell’Aja del 1960 L’Act di Londra del 1934

Di queste normative quelle attualmente utilizzate sono le prime due. Un modello internazionale ha, in ogni stato che viene indicato nella domanda, lo stesso valore di un modello nazionale. Gli stati che fanno parte del c.d. Sistema dell’Aja cambiano in quanto nuovi stati entrano a farne parte. Alla data del 14.10.2013 gli stati erano i seguenti: Stati del modello internazionale.

2. La procedura di registrazione

La procedura per la registrazione di un modello internazionale, gestita dalla WIPO (World Intellectual Property Organization) è piuttosto complessa. Sono previsti diversi tipi di deposito tra i quali: Deposito secondo il solo Act del 1934: questo avviene o perché il richiedente ha la nazionalità di uno stato che è parte solo di questo atto, oppure perché, pure essendo residente in uno stato che ha sottoscritto entrambi gli accordi, designa solo paesi che fanno parte dell’Act del 1934; Deposito secondo il solo Act del 1960: questo avviene o perché il richiedente ha la nazionalità di uno stato che è parte solo di questo atto, oppure perché, pure essendo residente in uno stato che ha sottoscritto entrambi gli accordi, designa solo paesi che fanno parte dell’Act del 1960 ed ha rinunciato agli effetti del deposito negli stati previsti dall’Act del 1934; Deposito regolato in parte dall’Act del 1960: questo avviene quando il richiedente ha la nazionalità di uno stato che ha sottoscritto entrambi gli accordi e designa paesi che fanno parte dell’Act del 1960 senza rinunciare agli effetti del deposito negli stati previsti dall’Act del 1934. È quindi necessario sapere a quale accordo hanno aderito gli stati interessati. Ad oggi l’Italia ha aderito solo all’Accordo del 1960, per cui si applica il deposito sub. 2). Il deposito viene effettuato in modo unico presso la WIPO di Ginevra e non è indispensabile che sia stato precedentemente depositato lo stesso modello in Italia. Se però una registrazione italiana esiste è possibile rivendicarne la priorità entro 6 mesi. Il modello internazionale ha lo stesso effetto di una registrazione nazionale in ogni stato che viene indicato nella domanda. Gli stati contraenti hanno la facoltà di rifiutare la protezione inviando una comunicazione alla WIPO entro 6 mesi dalla pubblicazione del modello ma il titolare può appellare una tale decisione. Per i depositi governati solo dall’Accordo del 1960 il modello dura 10 o 15 anni a seconda della durata prevista nei singoli stati: inizialmente le tasse vengono pagate per 5 anni e successivamente una o due volte per i quinquenni successivi. Le lingue ufficiali della procedura sono il francese e l’inglese. Gli stati che fanno parte dell’Accordo sono molti ma di essi non tutti hanno sottoscritto l’Accordo del 1960 di cui fa parte l’Italia, e pertanto, non possono essere designati. E’ stato introdotto in alcuni stati l’accordo di Ginevra del 1999 che, una volta esteso a tutti gli stati dovrebbe garantire maggiore tutela. L’elenco degli stati varia continuamente. Il modello può essere singolo o multiplo e contenere più modelli allegando alla domanda foto o disegni degli esemplari che si vogliono proteggere.

Il costo varia in base al numero degli stati che si scelgono ed al numero e al formato dei modelli che si allegano.

3. Normativa di riferimento

Accordo dell’Aja sulla registrazione internazionale del design nella versione rivista nel 1960. Accordo dell’Aja sulla registrazione internazionale del design nella versione rivista nel 1999.