Agenti AI: sono brevettabili?

Gli agenti AI possono essere brevettati, ma solo quando la loro implementazione produce un effetto tecnico concreto e non si limita a un algoritmo di apprendimento generico.

L’intelligenza artificiale, infatti, rientra nella più ampia categoria dei software, ovvero degli algoritmi informatici, i quali sono brevettabili solo in ragione della capacità dell’invenzione di produrre un “effetto tecnico” e di risolvere un problema tecnico specifico.

Nel caso dei sistemi AI, la chiave è dimostrare come questi risolvano un problema tecnico in un ambito specifico, ad esempio ottimizzando un dispositivo, migliorando l’efficienza energetica o garantendo un controllo preciso di un sistema fisico.

In assenza di tali elementi, la protezione più efficace rimane il segreto commerciale.

Come capire se un agente AI si può brevettare?

La valutazione sulla brevettabilità va eseguita caso per caso, con l’ausilio di un consulente esperto in proprietà intellettuale, in quanto potrebbero esserci delle variazioni a seconda della giurisdizione e dello stato dell’arte.

Infine, tutte le corti e gli uffici brevettuali (incluso l’EPO) sono ormai concordi nel riconoscere il ruolo di “inventore” ai soli esseri umani, non potendo riconoscere questo diritto al solo sistema AI (caso DABUS).

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