L’Italia è il primo paese d’Europa ad emanare una legge nazionale sull’intelligenza artificiale (legge n.132 del 23 settembre 2025).
La legge non si discosta particolarmente da quelli che sono i principi generali già in vigore con il Regolamento europeo sull’Intelligenza Artificiale, conosciuto come AI Act. Anche in questo caso, infatti, l’uso dell’AI dovrà essere improntato alla sicurezza, alla trasparenza, alla spiegabilità e all’antropocentrismo.
In questo articolo, ci soffermeremo su alcune delle novità introdotte dalla legge, relative all’ambito del diritto d’autore.
La disciplina sul diritto d’autore risulta infatti una delle norme più attese, anche perché questo tema non viene regolamentato dall’AI Act.
Le opere create con l’AI sono tutelate dal diritto d’autore?
La legge italiana sull’AI sceglie di intervenire nel complesso dibattito prevedendo alcune importanti modifiche alla Legge sul Diritto d’Autore (L. 633/1941):
- all’art. 1 viene aggiunta la parola “umano”, sottolineando che l’oggetto di protezione della legge sono le opere di ingegno umano.
- sempre all’art.1, viene prevista anche una seconda aggiunta: “anche laddove create con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale, purché costituenti risultato del lavoro intellettuale dell’autore”.
L’art. 1 quindi viene modificato come segue:
«Sono protette ai sensi di questa legge le opere dell’ingegno umano di carattere creativo che appartengono alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all’architettura, al teatro ed alla cinematografia, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione, anche laddove create con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale, purché costituenti risultato del lavoro intellettuale dell’autore».
Per sintetizzare: la legge prevede che se si utilizza un sistema di intelligenza artificiale per realizzare un’opera, ad esempio perché si usa ChatGPT per generare un testo o Midjourney per creare un’immagine o un disegno, è possibile ottenere il diritto d’autore su quanto ha realizzato, se si dimostra che c’è stato un intervento umano di carattere creativo e che non si è trattato di un mero automatismo, in quanto viene categoricamente esclusa la possibilità di tutelare opere prodotte autonomamente dai sistemi AI.
Sarà molto importante per gli autori, quindi, tenere traccia di tutto il processo di generazione dell’opera ed essere in grado di dimostrare il proprio apporto creativo, in quanto è qui che si giocherà la possibilità di vedersi riconoscere i diritti autoriali.
Cosa cambia per lo scraping?
Il secondo intervento delle legge italiana sull’AI, invece, è volto alla regolamentazione delle tecniche di web scraping.
Il web scraping è una tecnica che utilizza software automatizzati, chiamati bot, per estrarre dati da siti web, raccogliergli e organizzarli in un formato strutturato. Le informazioni estratte dai bot, però, sono spesso fuori dal controllo umano, rischiando di ledere i diritti d’autore di chi pubblica materiale online.
Nel nostro sistema giuridico, esistono una serie di eccezioni al diritto d’autore e per quanto qui interessa, esistono gli articolo 70-ter e 70-quater che prevedono, a determinate condizioni, la possibilità di riprodurre o estrarre dati o testo da opere o da altri materiali contenuti in Internet o in banche dati a cui si abbia legittimamente accesso, in quanto, ad esempio, si paga un canone o si è autorizzati a farlo. Quindi l’estrazione è consentita a meno che l’autore non eserciti l’opt-out, dichiarando espressamente di negare la sua autorizzazione a questo tipo di estrazione.
La nuova legge sull’AI interviene su questa tematica introducendo nella legge sul diritto d’autore il nuovo articolo 70-septies che recita:
1. Fermo restando quanto previsto dalla Convenzione di Berna per la protezione delle opere letterarie ed artistiche, ratificata e resa esecutiva ai sensi della legge 20 giugno 1978, n.399, le riproduzioni e le estrazioni da opere o da altri materiali contenuti in rete o in banche di dati a cui si ha legittimamente accesso, ai fini dell’estrazione di testo e di dati attraverso modelli e sistemi di intelligenza artificiale, anche generativa, sono consentite in conformità alle disposizioni di cui agli articoli 70-ter e 70-quater.
In conclusione, le novità introdotte dalla nuova legge italiana sull’AI sono molto importanti e conoscerle può aiutare gli autori e creativi ad avere un quadro più chiaro e utile per trovare la migliore strategia di tutela per i propri lavori.

