Chi è il proprietario di un romanzo e che diritti ci sono sulla traduzione?

Anche nel caso in cui non sia stato sottoscritto un contratto, è certo che sull’opera pubblicata deve essere riportato il nome dell’autore. In tal caso, anche se non l’opera non è stata depositata alla SIAE, si possono vantare tutti i diritti riconosciuti dalla legge sul diritto di autore, considerato che questo tipo di deposito si utilizza soprattutto per le opere inedite. Sicuramente depositare il romanzo presso la Sezione Opere Inedite della SIAE è sempre conveniente, perché a seguito di tale adempimento non ci sarebbe alcun rischio di contestazione da parte di terzi. Comunque, quando il titolare dei diritti economici è la casa editrice che ha commissionato il lavoro alla quale vengono ceduti i diritti, come sicuramente risulterà dalla “copyright notification” riportata sul retro della copertina nella quale è presente una C cerchiata seguita dal nome della stessa casa, ciò significa che l’editore ha il diritto di pubblicare l’opera e di pagare un compenso all’autore che, normalmente, corrisponde ad una percentuale del prezzo di vendita di copertina. Riguardo, invece, alla traduzione del romanzo essa viene fatta rientrare normalmente tra le “elaborazioni” dell’opera per cui il diritto ad esse relativo non si intende trasferito automaticamente con il contratto di edizione salvo che non sia espressamente previsto (art. 119 L.A.). Ciò significa che sussiste il diritto di tradurre l’opera e conseguentemente il diritto di stipulare per il romanzo tradotto un nuovo contratto di edizione.

Categoria: Diritto d'autore Ultimo aggiornamento: 2012/08/20